Il sogno di Din Don

Nella centralissima città della mia mente, una gran confusione di personaggi, idee e dialoghi inesistenti, venne interrotto, improvvisamente, da un rumore sordo, ma anche muto… un rumore che non era neanche un rumore… insomma non successe niente!

Forse era il panico o forse semplicemente la voglia di inventare qualcosa senza guardare la tastiera dei miei pensieri. Forse il bisogno urgente di fare pipì dal finestrino del treno sul quale viaggiavo. Quando decisi di attraversare il binario della pazienza, tutto mi fu chiaro: era la lampada del commissario che mi chiedeva dove ero in tale giorno ad un’ora precisa. Non mi fu facile spiegare che in tale giorno ad un’ora precisa era talmente vago che non riuscivo a trovare la risposta corretta. Così chiesi l’aiuto da casa ma mi fu concesso un aiuto dalla chiesa!

Finii per mangiare e dormire nei luoghi di Don Dino detto Din Don. E così vissi il famoso sogno di Din Don. Famoso solo alla famiglia dei miei pensieri… ma non importa avere successo nei pensieri… basta che il tuo pensiero sia famoso nell’insieme dei pensieri stessi.

Il sogno di Din Don

Un frastuono le sue parole… cantava come una campana… si… la sua voce era femminile ed aveva un forte accento napoletano! La sua storia è così complessa che neanche la racconto. Il suo volto talmente confuso che non ho capito dove si trovassero le sue orecchie. Ecco… forse non mi ascoltava e forse non mi ascoltavo io!

Uno stato febbrile mi colse d’improvviso come una diarrea mentre scendi le scale della metropolitana… che poi nella mia città non esiste neanche la metropolitana, così la diarrea non mi ha mai colto d’improvviso!

Din Don era sparito e così anche il commissario… era sparito il sogno che stavo sognando come un fanciullo di fronte al controllore del bus di città.

Le voci, il canto, la confusione, la diarrea… “amore la smetti di cantare o sole mio!?”

 

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